Ciao ciao, tesssssoro.

Gollum-1

Credo di aver bisogno di una vacanza, una di quelle che parti ma non sai se torni.

Devo smetterla una volta per tutte di pretendere troppo da me stessa e conseguentemente dagli altri. Ecco, credo sia questo il cuore pulsante dei miei problemi.

Altro che analista, dovrei riconoscermi una parcella per essere finalmente riuscita a risalire alla causa di tutto sto’ casino.

Sono severa, eh si.  Severa con me stessa e severa con gli altri. Pignola, rompipalle, attenta ai minimi dettagli e pronta a colpire alla più piccola défaillance.

La perfezione non esiste, già, me lo dicono in tanti e io continuo a pensare che vogliano sempre darsi una scusa.

La perfezione è noiosa, dicono. Sicuro?

Credo invece che si trovi spesso una scusa per non fare bene le cose o per farle senza cuore, senza consapevolezza delle conseguenze, senza senso di responsabilità. In tutto: in amore, sul lavoro, nelle relazioni in generale.

E io continuo ad incazzarmi, ho gli acufeni nelle orecchie dalla rabbia, la mia pressione sarà a mille e lo stesso continuo imperterrita a lottare contro i mulini a vento, senza nemmeno avere un fedele Sancho Panza al mio fianco.

Ma chi me lo fa fare? Cosa mi porta a pensare che il mondo debba essere stato fatto a mia immagine e somiglianza? Da dove arriva tanta presunzione?

Forse dovrei lavorare sul concetto di “accettazione” ma mi viene l’orticaria solo a pensarci. Non lo capisco neanche il concetto di accettazione, figuriamoci lavorarci.

Non sono ancora abbastanza forte per questo o anche questa è una scusa?

Odio questa continua, serrante, paralizzante analisi dei miei pensieri. Il cinico Smigol che vive dentro la mia testa non mi lascia in pace mai, nemmeno quando vivo le cose più belle.

Lo odio, si, eppure è lo stesso mostriciattolo che tante volte mi ha salvato nelle situazioni più subdole e limacciose; lo stesso che mi ha fatto vedere più lontano degli altri e fare gol; lo stesso che mi strappa i capelli ogni volta che mi concedo un’aspettativa troppo alta.

Pretende, pretende tanto da me. Troppo. E il troppo stroppia, come ben si sa.

Caro Smigghy, ma vattene un po’ in vacanza, và, dai. Mollami, lasciami sbagliare e perdonarmi. Lasciami vivere la mia vita come un bambino che cade, si sbuccia le ginocchia e poi torna in sella alla sua bicicletta impavido, come se nulla fosse successo.

Che se anche cadessi, che vuoi che sia? Imparerò a rispondere con una risata ai tuoi “te l’avevo detto!”.

E poi, non sei un po’ stanco anche tu? Io si.

Abbiamo una certa età ormai, dovremmo iniziare ad allentare la corda, respirare l’aria del mare, osservare il volo dei gabbiani e fare l’amore.

Basta, vai un po’ affanculo, tesssssoro.

(E adesso? Chi me la paga questa consulenza ?)

 

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3 thoughts on “Ciao ciao, tesssssoro.

    1. Ciao cara, eh…anche questa è una bella domanda. Credo in fondo che le due cose, amarsi ed accettarsi, siano collegate l’una all’altra. Ora, io non ho voglia, soldi e tempo per andare da un analista e sto cercando di risolvere la cosa fra me e Smigghy in maniera amichevole, senza sentenze definitive di sfratto ma quanto meno arrivando ad una divisione degli spazi nel mio cervello, tipo: su questo puoi intervenire, sul resto fatti da parte 🙂

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